Kakasana – Il volo del corvo

Kakasana, la posizione del corvo, molto spesso viene confusa con Bakasana la posizione della Gru. Le due pose anche se sembrano simili non lo sono affatto e ad un’osservazione più attenta si capisce subito la differenza.

Una differenza non solo anatomica ma anche simbolica e filosofica.

Il corvo è un uccello ruvido, grezzo, pratico, forte, intelligente e che si adatta a qualsiasi condizione. La Gru invece è un uccello d’acqua, spirituale, elegante e leggiadro, meno adattabile, difficilmente lascia le zone acquatiche al contrario del corvo che invece ha colonizzato praticamente tutto l’emisfero.

Le due posizioni assomigliano molto ognuna a queste caratteristiche.

Kakasana, con le ginocchia appoggiate saldamente sulle ginocchia, bacino basso, corpo parallelo al suolo, una posizione forte, stabile e pratica, proprio come un corvo.

Bakasana invece ha la schiena inclinata verso terra, con le braccia tese e le ginocchia infilate nell’incavo delle ascelle. Una posizione di una bellezza assoluta ma che diventa bella solo quando è fatta alla perfezione, altrimenti invece di una gru si assomiglia più ad un tacchino.

Il corvo invece non ha bisogno di essere perfetto, è bello sempre proprio perchè non è la bellezza della posa che affascina ma la sua stabilità in una situazione che di stabilità non dovrebbe essercene.

Secondo la mitologia greca una volta i corvi non avevano un piumaggio nero ma bianco. Divenne nero in seguito alla furia di Apollo, che aveva lasciato di guardia un corvo alla sua amata, Coronide, mentre lui si era assentato.

Coronide tradì Apollo con Ischide ma il corvo non gli riferì quanto era successo, il piumaggio nero fu la sua punizione.

Per la cultura indiana il corvo sarebbe il creatore della terra. Questa credenza deriva probabilmente dall’abitudine che hanno i corvi di lasciare cadere dall’alto noci e chiocciole per romperne il guscio e potersente nutrire, così secondo la tradizione Indù il lasciar cadere ciottoli nel mare avrebbe formato le terre emerse.

Sarebbe inoltre in grado di proteggere le persone dalla stregoneria e dalla magia nera, esattamente il contrario di quanto si pensa nella cultura cristiana.

I corvi più famosi si trovano però nella cultura Norrena. Huginn e Muninn sono i corvi sacri di Odino che ogni mattina lascia liberi per avere informazioni su cosa accade nel mondo. Non per nulla i nomi tradotti significano Pensiero e Memoria. Alla sera i corvi fanno ritorno da Odino e gli raccontano cosa è accaduto.

Esecuzione

La partenza ideale per eseguire Kakasana è partendo da Upavesasana, ovvero accovacciato. Puoi leggere i dettagli di Upavesasana in questo articolo.

Le mani vanno appoggiate a terra con le dita ben divaricate, davanti a voi, alla larghezza delle spalle o anche un po’ più larghe.

Si piegano i gomiti in modo che le ginocchia si appoggino sopra. Se sono troppo avanzate per sentire il saldo appoggio dei gomiti sopra le ginocchia potresti dover avvicinare le mani al corpo o allargarle ancora un po’.

Ora entra in gioco il controllo e un po’ di coraggio.

Il peso del corpo va progressivamente spostato in avanti, in questo modo avrai sempre più peso sulle braccia e sempre meno sui piedi. L’errore più comune è avanzare con il corpo e puntare verso terra, invece il corpo si deve muovere parallelo al pavimento, in direzione frontale. Per fare questo tieni la testa alta e lo sguardo davanti a te.

Durante i primi tentativi lascia i piedi appoggiati a terra e senti solo il peso del corpo spostarsi sulle braccia alleggerendo il peso dalle punte dei piedi.

Quando ti senti sicuro, continuando a avanzare con il peso del corpo puoi provare ad alzare i piedi. Non slanciarti in avanti per alzare i piedi, il sollevamento dovrebbe avvenire in modo naturale, quando non c’è più peso che grava sulle gambe i piedi si alzeranno semplicemente portanto i talloni verso i glutei.

La posizione finale è quella della foto di copertina. Complimenti, state volando, siete dei bellissimi corvi neri.

Benefici

La posizione rinforza braccia e spalle oltre ai muscoli addominali. Anche le gambe sono coinvolte nella posizione, portando i talloni ai glutei e dovendo trattenere le ginocchia sopra i gomiti tutti i muscoli delle gambe sono al lavoro.

Il grosso del lavoro viene fatto dai polsi, articolazione che viene così rinforzata. Subentrano inoltre tutta una serie di piccoli muscoli stabilizzatori che vi mantengono in “volo” durante kakasana, muscoli invisibili, mai troppo spesso allenati ma molto importanti per postura, stabilità ed equilibrio.

Il beneficio maggiore però si ha sulla vostra consapevolezza, ho visto persone in grado di fare 100 flessioni sulle braccia ma che non riescono a rimanere un solo respiro nella posizione del corvo: non è certo la forza a mancargli, allora cosa? Credo che se non hai consapevolezza del tuo corpo, dei tuoi equilibri fisici e psicologici, se non percepisci il tuo baricentro quando sei immobile così come quando sei in movimento non importa quanto tu sia forte, non sarai mai forte come un corvo. Praticare la posizione aiuta a sviluppare tutte queste percezioni, oltre a rendere più coraggiose quelle persone che temono di cadere.

Controindicazioni

Sarebbe meglio evitare questa posizione da chi soffre di gravi problemi alle anche, ai polsi, tunnel carpale.

La controindicazione più grande di questa posizione è che a volte si cade. Se cadi da Kakasana rischi di picchiare la fronte a terra o peggio strisciare la faccia sul paviemento procurandoti delle escoriazioni sul viso.

Nulla di grave si intende ma quando praticate, fatelo su un tappetino un po’ spesso e magari le prime volte mettete anche un cuscino davanti a voi.

Il problema delle possibili cadute fa si che la posizione sia assolutamente sconsigliata a donne in gravidanza.

La lezione principale di questa Asana è che a volte nella vita si cade, l’importante è mantenere ferme le intenzioni e ritrovare quanto prima il giusto equilibrio e riprovarci, riprovarci e riprovarci per cadere ancora, per cadere più forte, per cadere meglio; e per quante volte si cade, per quanto anche nella vita le cose possano non essere sempre come le vorremmo la lezione del Corvo è che “Non può piovere per sempre”.

Namastè.