La via dello Yoga – il cammino consapevole

Per molti anni ho praticato con costanza più o meno assidua relativamente al periodo della mia vita due attività principali. Jogging e meditazione.

Di solito l’attività di jogging prevedeva che mi svegliassi un oretta prima al mattino del suono della sveglia, che uscissi, d’inverno magari ancora con il buio per poi tornare a casa, infilarmi sotto la doccia, prepararmi ed uscire per la giornata.

Anche per la pratica di meditazione ritagliavo una mezz’ora, o dopo la corsa, o al posto della corsa in giornate in cui il tempo era davvero impietoso, o nel tardo pomeriggio.

Spesso per praticare queste attività dovevo sconvolgere la mia routine giornaliera o altrettanto spesso saltavo queste pratiche  perché troppo scomodo inserirle nella mia giornata.

In poche parole dovevo forzarmi per praticare.

Una mattina cominciai ad andare al lavoro camminando. 

Il mio centro Yoga è distante solo un paio di km da casa mia, non molto in realtà, per arrivarci ci vogliono circa 20 minuti camminando normalmente e altrettanto per tornare a casa. Se faccio questo tragitto due volte al giorno cammino per più di un’ora al giorno.

Il primo pensiero fu di sostituire la corsetta mattutina con questa attività, unendo così l’utile al dilettevole. Così in poco tempo ho trasformato ed unito le due attività, ora cammino e medito, spostandomi senza auto e mantenendo il mio corpo ancora più attivo e in salute.

Niente scuse.

Se ci pensate camminare per 20 minuti è davvero poco tempo da dedicare a questa attività, ma se lo si fa per 4 volte al giorno alla fine si cammina per circa 8 km. 

In un mese sono 240 km, molti più km di quanti non percorressi correndo ogni mattina.

La corsa è un’attività aerobica più allenante, ma se ragionate in termini di lavoro (massa x accelerazione x spostamento) ovvero quanto peso sposto in km per unità di tempo, alla fine vale di più camminare ai 5 km/h per 250 km al mese che correre per 8 km/h per 50 km al mese.

So cosa state pensando: io abito a 30 km da dove lavoro, come posso camminare fino la? 

La risposta come spesso accade, se c’è la voglia, è abbastanza semplice. 

Guidi per 27 km, parcheggi, e cammini per i restanti 3 km. Altrettanti per andare a fine giornata per riprenderti l’auto. 

Perchè camminare?

Nel caso ci fosse bisogno di dirlo, camminare è un’attività antica quanto l’uomo e ci sono moltissime ragioni per farlo. 

L’homo sapiens ha camminato in lungo e in largo per tutto il pianeta da quando è comparso 70.000 anni fa.

Le popolazioni camminavano per spostarsi, raccogliere cibo e per cacciare, affidandosi alla corsa solo in casi di pericolo o nelle battute finali della caccia. 

Del resto nessun uomo sarebbe in grado di correre dietro a nessun animale e sperare di raggiungerlo.

“In sanscrito, una delle lingue piú antiche al mondo, il concetto di passato è espresso con il termine gata, «quel che abbiamo camminato», mentre il futuro si chiama anagāta «quel che non abbiamo ancora raggiunto».”

La camminata è un’attività di gran lunga più sana del correre.

La scienza ci consiglia di camminare 30 minuti al giorno, questo ridurrebbe il rischio di  contrarre malattie cardiache, prevenire il diabete tipo 2, ridurre lo stress.

Tonifica il corpo e mantiene in forma.

Ma non solo sembra che chi cammini ogni giorno abbia un sistema immunitario più efficiente e quindi si ammali di meno. 

Inoltre il camminare costringe a spostare lo sguardo da vicino, per vedere dove si mettono i piedi, a lontano verso l’orizzonte.

Questa rappresenta un’ottima ginnastica per gli occhi e migliora la salute degli occhi e la vista.

Camminare inoltre è un attività che non crea lesioni alle articolazioni, che non porta a fastidiosi dolori alla schiena nei quali spesso si incappa correndo, si può fare a tutte le età e non costa nulla!

Non servono scarpe tecniche, abbigliamento tecnico o attrezzature. Servono solo i vostri piedi dentro a comuni scarpe comode.

Forse per questo è un’attività davvero poco sponsorizzata, nessuno ci guadagna nulla, solo chi la pratica.

I nostri piedi raccontano chi siamo; sono la connessione con gli occhi, le orecchie, il naso, il corpo e le sensazioni.

I piedi percepiscono il suolo e tutto ciò con cui la zona plantare viene a contatto. Registrano impressioni.

I piedi sono strutture meccaniche forti e complesse. Con ventisei ossa, trentatré articolazioni e più di cento tendini, muscoli e legamenti, tengono il corpo eretto e in equilibrio.

Nella pratica di Yoga molte asana sono volte a rinforzare il piede e a svilupparne la consapevolezza dell’appoggio. Vrkasana una tra tutte.

Meditare camminando.

La bellezza del camminare non si esaurisce con la mera attività fisica, può essere abbinata all’attività meditativa.

Ci sono diverse tecniche per abbinare la camminata alla meditazione.

Si possono contare i passi, oppure si possono contare i respiri, queste sono le tecniche più comuni e semplici.

Una tecnica

Abbinare i passi al respiro
  • Comincia a camminare ad un ritmo naturale ma lento.
  • Cammina con una buona postura , controlla che le spalle siano rilassate, che il busto sia eretto e, esattamente come una pratica di yoga, che mulabandha e uddijanabandha siano attivi.
  • Abbina i tuoi passi al tuo respiro. Respira in modo naturale e presta attenzione a quanti passi muovi mentre inspiri e quanti ne muovi mentre espiri.
  • Di solito l’inspirazione tende ad essere più breve, quindi un esempio potrebbe essere: inspirazione 3 passi, espirazione  4 passi.
  • Conta i tuoi passi. 1-2-3, 1-2-3-4, 1-2-3, 1-2-3-4. Sinistra, destra, sinistra e così via.
  • Sii consapevole. Sii pienamente presente mentre conti ogni passo, ogni gradino. 
  • Stai attento al conteggio qui più di tutti, questo è quello su cui ti stai concentrando. Puoi essere consapevole del movimento delle tue gambe anche mente conti. 
Semplicemente camminare

Aldilà delle tecniche camminare semplicemente e con consapevolezza, attentamente, ad ogni passo è la cosa più bella in assoluto.

Gustando ogni momento, sentire l’appoggio del piede sui diversi terreni, durante le diverse giornate di sole e di pioggia.

Questo modo in realtà è solamente una tecnica più avanzata, più facile è rimanere a contare i tuoi passi, difficile è rimanere presente mentre mille distrazioni ti circondano.

In auto difficilmente si guarda davvero il percorso, mentre a piedi puoi scrutare ogni casa, ogni angolo, ogni finestra, balcone, scoprire nuove stradine, provare a percorrerle. 

Ogni giorno la città o il paese si fa nuovo, un esplorazione continua.

Un’altra attività di consapevolezza tra le mie preferite è osservare le persone, vedere cosa fanno, le loro espressioni, la loro gestualità, i loro movimenti. 

Osservazione senza giudizio, questa è la parte più difficile, guardare e basta, capire senza giudicare.

A volte risulta impossibile, quando vedo un genitore distratto, un passante che getta una carta a terra, un automobilista che si ferma con l’auto lasciando il motore acceso per lungo tempo, un genitore assente che lascia il figlio abbandonato con lo sguardo dentro un tablet, un uomo dentro una sala slot… è molto difficile non passare dall’osservazione al giudizio.

Ma da buoni camminatori bisogna sempre ricordarsi che se non si  è camminato per almeno mille km nelle scarpe di un’altro non si può sapere cosa ha passato e perché si comporta in quel modo.

Quindi non giudicare è l’atto di consapevolezza e meditazione camminando che più impegna le mie sessioni.

Oltre a camminare per recarsi da casa al lavoro o a scuola ovviamente si può camminare e meditare anche in altre occasioni, rendendo la pratica diversa e ancora più intensa.

Camminare in mezzo alla natura.

Camminare in mezzo ad un bosco è un’esperienza sempre unica, anche se percorressi sempre lo stesso sentiero il bosco, questo cambia ogni istante, non è mai lo stesso.

Se non hai un bosco vero e proprio nei dintorni può andare bene anche un parco. L’idea è di stare più possibile in mezzo alla natura.

Se sei su un sentiero dove puoi ben vedere dove metti i piedi l’ideale sarebbe togliersi le scarpe.

Non aver paura delle malattie, puoi contrarne molte di più maneggiando soldi con le mani che camminando sulla terra.

Bisogna solo evitare zone industriali “ma dovremmo essere in un bosco no?” e zone acquitrinose, dove pascolano animali e ci siano scarichi urbani.

L’unico consiglio pratico che mi sento di dare per provare a camminare scalzi è di essere vaccinati contro il tetano e di portarsi una pinzetta da sopracciglia nel caso una spina si infili nel piede.

Le nostre piante dei piedi non sono più abituate a camminare senza protezioni, la pelle è molto morbida e quindi non è da escludere qualche piccola scheggia o spina le prime volte che si cammina scalzi.

Nulla di veramente preoccupante.

Togliersi le scarpe è liberatorio, è strano per chi indossa le scarpe tutto il giorno, sembra innaturale ma in realtà è proprio il contrario.

La connessione che si crea con la terra sotto le piante dei piedi è completamente diversa se viene fatta calzando scarpe. La vostra meditazione diventerà molto più profonda e interessante.

Semplicemente cammina. Dopo aver fatto qualche respiro, inizia a camminare. Cammina lentamente. Senza forzare il ritmo.

Il tuo focus durante questa meditazione è l’innalzamento del corpo, l’oscillazione e l’appoggio di ogni singolo piede. Sii consapevole mentre il tuo piede sinistro solleva, oscilla e abbassa. Quindi, una volta che il piede sinistro è stato appoggiato a terra, sii consapevole che il tuo piede destro viene sollevato, oscillato e abbassato.

Cerca di abbinare i tuoi passi con il respiro per creare un senso di unità nel tuo intero essere.

Prenditi un momento di tanto in tanto per fermarti e immaginare i tuoi piedi che si estendono sulla Terra, come le radici di un grande albero immobile. Diventa albero.

Continua ad immaginare te stesso espandendoti indefinitamente, le tue gambe come radici, le tue braccia come rami e molte foglie che fioriscono tutt’attorno a te. Concentrati sull’addome per un momento, tieni i piedi ben piantati a terra e senti il ​​tuo senso di stabilità e solidità.

Goditi il senso di vitalità. 

L

Praticare yoga non è esclusivamente posizionarsi nelle asana, è essere consapevole, presente, connesso in ogni momento. 

Camminare consapevolmente è quindi una pratica di yoga a tutti gli effetti, una pratica fuori dal vostro tappetino, una pratica pacifica, armoniosa, di connessione con il mondo.

“Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e d’apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora.” Thich Nhat Hanh