Trikonasana, geometria sacra

Utthita Trikonasana in sanscrito significa posizione estesa dei tre angoli o triangoli.

La maggior parte dei matematici e degli architetti concordano sul fatto che il Triangolo, figura geometrica, intrinsecamente semplice ed estremamente durevole è la forma strutturale più stabile conosciuta dall’uomo.

Questo perchè non hanno mai praticato Yoga, altrimenti saprebbero che il Triangolo “Utthita Trikonasana” non è una posizione ne semplice ne stabile, ma soprattutto difficilmente durevole.

Brevissima storia del triangolo nella storia dell’uomo.

Il triangolo è una tra le figure geometriche più simboliche da sempre nella storia dell’uomo, figura che esprime armonia, proporzione e quindi rappresentazione della divinità.

La figura indica dinamismo e serve da indicatore di direzione, con i suoi tre lati e tre punti rappresenta la completezza e nel contempo l’origine di qualsiasi evoluzione.

Nel cristianesimo è simbolo della santissima trinitità.

L’occhio racchiuso in un triangolo, chiamato anche l’occhio della provvidenza, è apparso in Europa intorno al XVII secolo; risalirebbe agli occhi solari di Horus, degli antichi egizi.

Nella religione ebraica la stella di David è composta da due triangoli equilateri, secondo la leggenda re Salomone con questo simbolo poteva comandare gli spiriti.

Lo stesso simbolo, l’esagramma, lo ritroviamo anche nelle religioni indiane in cui rappresenta il perfetto stadio di equilibrio tra uomo e Dio, con le sue punte una verso il basso e l’altra verso l’alto.

L’immagine di due triangoli sovrapposti ha un’antica provenienza, che appare ampiamente nelle grandi religioni orientali (buddismo, induismo, ebraismo e islam), oltre al cristianesimo, e a tradizioni minori come l’alchimia e l’occultismo.

Il significato dei triangoli sovrapposti sembra essere coerente, dovunque il simbolo sia trovato, e può essere riassunto come: “Ciò che è sotto è anche ciò che è sopra.”.

Insomma ci sono triangoli ovunque nella tradizione umana, impossibile da scriverne in un solo articolo, ma questo ci fa capire quanto il triangolo sia in un modo o nell’altro radicato in noi.

I triangoli di Trikonasana

Durante l’esecuzione di Trikonasana si vengono, tradizionalmente, a costruire 3 triangoli con il corpo.

Il primo triangolo è composto dalle gambe e il pavimento, il secondo tra la gamba avanti e la parte inferiore del corpo e il braccio sotto il busto, il terzo è delimitato dalle linee rette tracciabili dalla mano in alto, il piede davanti e e il piede dietro.

Poi in realtà con un po’ di fantasia di triangoli nel corpo in questa posizione, come in tutte le altre, possiamo trovarne a decine.

 

 

 

Esecuzione di Trikonasana

Si divaricano le gambe in modo che la distanza tra i piedi corrisponda alla lunghezza di una gamba “in modo tale da formare 3 lati uguali”.

Si ruota la punta del piede destro verso l’esterno, si sollevano le braccia all’altezza delle spalle.

I piedi sono forti e ben appoggiati a terra, soprattutto si deve prestare attenzione al piede posteriore che non deve appoggiare verso l’interno ma sollevare l’arco plantare ed appoggiare la parte esterna del piede.

Il busto a questo punto flette in avanti cercando il parallelismo con il pavimento, ruotando la spalla sinistra verso l’alto e la spalla destra verso il basso cercando di portare una spalla sopra l’altra.

La mano destra viene portata in basso all’esterno della gamba destra, “nella versione Ashtanga si va ad afferrare l’alluce con indice e medio”  e il braccio sinistro si distende verso l’alto, perpendicolare al pavimento e lo sguardo si rivolge verso la mano in alto.

Si mantiene il collo attivo e disteso, la gamba anteriore ruota verso l’esterno e la posteriore verso l’interno.

La schiena è ben distesa, core attivo e le spalle sono lontane dalle orecchie.

Controllate di avere il corpo in linea con i piedi, l’errore più comune di Trikonasana è quello di chiudere il busto verso l’interno. La posizione così rimane più comoda, perdendo però i benefici dell’allungamento del fianco superiore.

Nemmeno a dirlo che Mula Bandha e Uddiyana Bandha sono attivi.

La posizione va eseguita da entrambi i lati per lo stesso periodo di tempo.

I benefici del grande triangolo

Rinforza gambe, piedi e caviglie.

Rinforza schiena, spalle, braccia e collo.

Tonifica tutta la parte centrale del corpo.

Migliora la stabilità e l’equilibrio, la percezione di se stessi.

Aumenta la capacità della cassa toracica e quindi migliora la respirazione.

Controindicazioni

Non ci sono grandi controindicazioni in questa posizione, l’unica attenzione va posta al collo.

Se si soffre di cervicalgia meglio non girare la testa verso l’alto ma piuttosto verso il piede posteriore.

Per i principianti

Ovviamente consiglio sempre, se non avete mai praticato Yoga di seguire delle lezioni e qualcuno che ve lo insegni.

In ogni caso se, eseguire Trikonasana vi è impossibile, o sentite che siete tutti storti nella posizione, meglio iniziare con una posizione più sollevata.

Appoggiate la mano sulla tibia, su un mattone da Yoga o anche su una sedia, per avere il busto più alto.

Sollevando di alcuni centimetri il busto la posizione risulterà più semplice, la spalla superiore meno compressa e gli allineamenti più corretti.

Per complicarsi “la vita”

Se invece Trikonasana non ha più segreti per voi potete provare Prvritta Trikonasana, il grande triangolo ruotato.

La posizione è uguale in tutto e per tutto a Utthita Trikonasana con la differenza che la mano che si trova in alto va ad appoggiarsi all’esterno del piede frontale, mentre la mano appoggiata si va ad estendere verso l’alto.

Così facendo si compirà una rotazione di 180 gradi del busto “mantenendo però le anche allineate orizzontalmente” rendendo la posizione molto più ostica e la respirazione più difficoltosa.

Utthita Trikonasana è una delle posizioni fondamentali dello Yoga, prima di cercare le acrobazie, prima di cercare l’apertura dei chakra, sarebbe bene saper eseguire bene i fondamentali.

Solida base “del triangolo” sulla quale fondare e far crescere tutta la vostra pratica.

Quindi se siete tra quelli che ” il triangolo no, non l’avevo considerato” è bene che cominciate o ricominciate proprio da qui.

Namastè

Si ringrazia la disponibilità di Svetoslava Dimitrova che si è prestata come modella.