Punti di “vista”

Praticare lo Yoga bendati è proprio come praticare al tuo corso di Yoga tradizionale: c’è il tuo tappetino, ci sono i tuoi compagni di corso, c’è l’insegnante e la statuetta di Ganesha sulla credenza con gli incensi accesi davanti. C’è proprio tutto come al solito, ma tu non puoi vederlo.

Una spessa benda davanti agli occhi ti preclude ogni possibilità di sbirciare fuori da te stessa.

Mentre quando pratichi con gli occhi chiusi hai sempre la possibilità di aprire per qualche istante un occhio e capire se il tuo allineamento è corretto, se hai capito bene la posa in cui dovevi metterti e se gli yoga pants della tua vicina sono più fighi dei tuoi, quando sei bendata questo non puoi farlo. Non c’è modo di uscire da dentro di te.

So cosa state pensando: un’altra trovata commerciale. In parte è vero, si cercano sempre modi nuovi stimolare il pubblico occidentale che si annoia facilmente, ma in realtà questa pratica aiuta davvero a raggiungere e superare limiti altrimenti spesso irraggiungibili. Certo lo si può fare anche con la pratica normale, ma io sono favorevole ad un buon mix di rigida disciplina e illuminanti scorciatoie.

Una seduta di Yoga bendati è una pratica molto potente e profonda; non è solo rendersi conto di quanto scarso sia il nostro equilibrio quando non possiamo usare la vista, ma è entrare in profonda consapevolezza con noi stessi.

Innanzitutto non poter vedere significa perdere ogni controllo su quello che stiamo facendo e perdere ogni riferimento su quanto ci circonda. Non puoi vedere se il tuo braccio nel guerriero II è allineato con la tua spalla, devi “sentirlo”.

Questo in realtà sarebbe il normale svolgimento della lezione; quante volte ricordo ai praticanti di non guardarsi allo specchio, l’Asana non è da vedere ma da sentire. Per fare questo ci si impiega molto più tempo, posso correggermi in pochi secondi se mi guardo allo specchio ma così velocemente mi sono corretto e altrettanto velocemente perdo la posizione, perchè? Perchè non l’ho fatta mia, non l’ho sentita. Invece cercando l’Asana, sentendo il proprio corpo nello spazio si raggiunge una sensibilità superiore che fa in modo da sapere sempre come sono posizionata, quali muscoli sto attivando e quali potrei rilassare perchè non richiesti nell’esecuzione.

Durante la sessione di Yoga bendati questa sensibilità è per forza attivata, per questo una sessione di Yoga senza l’uso della vista risulta essere molto più spossante di una seduta normale.

Vengono utilizzate tantissime energie per percepire quello che di solito possiamo semplicemente vedere.

Anche la propriocezione gioca un ruolo enorme. I recettori della nostra pelle e i muscoli dicono al nostro cervello dove si trova il nostro corpo e che cosa sta facendo. Un sano sistema propriocettivo è importante per un alto livello di consapevolezza del corpo e, come la maggior parte delle cose, diventa più forte con la pratica.

Praticare lo Yoga bendato aiuta a rafforzare la nostra propriocezione e a crescere in modo più intimamente connesso con il modo in cui il nostro corpo si sente e si muove.

Quando pratichi senza l’uso della vista portare un piede in avanti non è così banale: il piede è davvero atterrato tra le tue mani?  Il tuo ginocchio è davvero sopra la tua caviglia? Non puoi vedere se tutto è come dovrebbe allora devi muovere il corpo come per sincronizzarlo, per tararlo con i tuoi nuovi sensi che hai a disposiozione. Improvvisamente ti rendi conto delle tue articolazioni e del tuo corpo in un modo che non hai mai sperimentato prima.

Lo yoga con gli occhi bendati insegna a concentrarsi.

Se me l’avessi chiesto prima di aver praticato bendato ti avrei detto che di solito sono molto concentrato e presente sulla mia pratica ma privarmi della vista mi ha mostrato di quanta più concentrazione sono capace.

Del resto non hai null’altro su cui concentrarti, non puoi vagare con lo sguardo e con i pensieri, volente o nolente devi stare sul momento. Yoga al 100%

Annulla il tuo ego.

Cercare di ridurre il proprio ego è sempre un buon proposito, soprattutto se vuoi seguire gli insegnamenti Yoga.

Se vuoi avere una radicale diminuzione del tuo ego prova a metterti in una qualsiasi posizione di equilibrio con gli occhi bendati.

In una normale lezione di Yoga puoi entrare nella posizione dell’albero dondolando un po’ e poi con calma trovare l’equilibrio che ti consente di rimanerci anche per molti cicli del respiro ma una volta indossata la benda vacillerai e tremerai riuscendo a malapena ad alzare il tuo piede fino alla caviglia senza cadere. La consapevolezza che non sei poi così bravo a praticare le Asana saranno la più importante lezione di Yoga che potrai mai ricevere.

Umiltà, presenza, una profonda connessione, maggior disciplina, consapevolezza che le tecniche Yoga sono solo il mezzo e non il fine.

Tutti questi doni solo privandosi della vista, porteranno maggior profondità nella tua pratica di tutti i giorni, sopra e al di fuori del tuo tappetino.

Il ritiro dei sensi.

 L’antica filosofia Yoga insegna che il Pratyahara, che detto in poche parole è il controllo sui nostri sensi, ci aiuta a unificare la mente, il corpo e lo spirito.

Quando gli organi mentali di azione e percezione (indriya) cessano di essere coinvolti con i loro corrispondenti oggetti, e si dirigono all’interno del campo mentale da cui scaturiscono, questo è definito pratyahara.” Yoga Sutra (2-54)

“Da quel volgersi all’interno delle indriya consegue una suprema abilità nel padroneggiarle.” Yoga Sutra (2-55)

Quale migliore pratica può dirigere tutti i sensi all’interno?

Durante la pratica dello Yoga bendato si ha un accenno a quell’unificazione.

Insegna a fregartene.

Durante questa pratica inoltre non sai nemmeno se l’Asana che hai assunto è corretta. Ha detto “Parsvottanasana” o “Parsvakonasana”?

Non puoi controllare cosa sta facendo il tuo vicino di tappeto ma soprattutto, puoi fregartene totalmente. Hai sentito Parsvottanasana e ti metti in quella posizione, fossi anche l’unica della classe che non si è messa nel “piccolo triangolo” chi lo saprà mai?

Questo è un buon modo di praticare, non preoccuparti di cosa pensano gli altri di te, è un loro problema, non tuo.

Un’ulteriore dono inaspettato.

Quando la pratica è finita, togli la benda dagli occhi e ritrovi la vista, come spesso accade non sappiamo apprezzare i doni di cui tutti i giorni possiamo godere, la gioia di poter di nuovo vedere pervade il tuo animo.

E’ realmente un dono non affatto scontato, molte persone non possono più goderne o non ne hanno mai goduto.

Un modo per non darlo mai troppo per scontato.

Ora esci a guardare il tramonto e prova a pensare che sia una fortuna immensa poterlo guardare.

Questo tipo di disciplina deve ancora essere offerta nella maggior parte degli studi e si trova principalmente nei ritiri Yoga o nei festival, ma se non riesci a trovare una lezione di Yoga con gli occhi bendati, puoi ancora provarlo a casa.

La prossima volta che vai sul tappeto, prova a avvolgere una benda sugli occhi e scopri come questo semplice cambiamento fa una grande differenza nella tua pratica.

Oppure puoi provarlo a Biella. Qui il  link della lezione di maggio 2018.  😉

Namastè.