Yoga Nidra

Non esiste solo lo Yoga in cui si debba sudare e fare fatica, esistono molti stili di Yoga in cui il corpo è completamente statico, il più conosciuto in occidente tra questi è sicuramente lo Yoga Nidra.

Se hai provato molte volte a sederti in meditazione ma non ti è mai riuscito per vari motivi forse lo Yoga Nidra potrebbe essere un buon modo per iniziare questa pratica.

Lo Yoga Nidra infatti è una pratica molto semplice da svolgere, seppur complessa nei contenuti.

E’ chiamato anche lo Yoga del sonno forse perchè non è così improbabile addormentarsi mentre lo si pratica, è una pratica Yoga che si esegue da sdraiati, nella posizione del cadavere “shavasana”.

Ricordo perfettamente la mia prima seduta da allievo di Yoga Nidra anni fa, non superai i primi 10 minuti che mi addormentai per svegliarmi solo a fine pratica.

Ero uno di quegli allievi che danno un sacco di soddisfazioni; non fatene un cruccio se capitasse anche a voi.

Le prime volte può capitare di addormentarsi “specie se si è molto stanchi o si deve recuperare del sonno perso”.

Poi con la pratica si riesce a rimanere presenti pur in uno stato di rilassamento completo e profondo.

Cos’è lo Yoga Nidra

E’ una seduta di meditazione guidata rigenerante.

La voce di chi guida, con una serie di tecniche di visualizzazione, trasporta il praticante in uno stato di profondo rilassamento.

Uno stato così profondo che sembra andare ad influire sulle onde cerebrali tanto che una sola seduta di 40 minuti equivarrebbe ad un sonno di 3-4 ore.

I benefici dello Yoga Nidra

Lo Yoga nidra ha radici in testi antichi come le Upanishad, ma è stato ripreso a metà del 20 ° secolo da Swami Satyananda Saraswati che ha sviluppato una tecnica di rilassamento ricavata dagli insegnamenti tantrici.

Gli yogi hanno usato questa pratica per purificare i le impressioni profonde, registrate dalla mente e che formano il nostro carattere “samskara”, creando il nostro karma.

La ricerca moderna dimostra che lo Yoga Nidra può dare grande sollievo dal mal di testa, è una cura per l’insonnia ma anche farti ritrovare l’energia durante il giorno.

La pratica

Qui di seguito i passaggi chiave di una seduta di Yoga Nidra, come dicevo, è una sessione che deve essere guidata da un insegnante o un praticante esperto.

Ci sono anche, ovviamente, dei video su youtube in cui una voce narrante guida a questo tipo di pratica.

Come sempre è meglio di nulla ma di certo la presenza fisica di un conduttore rende l’esperienza ” se il conduttore è bravo” molto più profonda.

Preparazione

Si comincia la pratica stendendosi e rilassandosi in Shavasana, o posizione del cadavere, in cui ci si rilassa e si porta l’attenzione dentro di sé.

In questa fase e per tutta la durata della pratica è indispensabile rimanere immobili. Non ci devono essere interferenze sensoriali causate dal movimento del corpo. “Pratyahara”

A questo punto si ripete per 3 volte la promessa a se stessi “io non dormirò”, promessa che spesso non viene mantenuta.

Sankalpa

Successivamente si pronuncia mentalmente il Sankalpa.

Cos’è il Sankalpa? Pronunciare il Sankalpa è come piantare un seme.

Piantare un seme in un terreno fertile porta a buoni frutti e in questa fase della pratica la nostra mente è, se la pratica è ben eseguita, il terreno fertile.

Il Sankalpa è una breve frase propositiva che viene ripetuta tre volte, che riguarda la nostra crescita spirituale.

E’ un po’ come chiedere i tre desideri al genio della lampada, ma in questo caso si ripete lo stesso desiderio per tre volte e il genio siete voi stessi.

Come ogni desiderio che si rispetti va mantenuto segreto; evitate a fine pratica di scambiare i vostri Sankalpa con i compagni di corso.

Ovviamente se il vostro desiderio riguarderà la sfera economica sarete presto disillusi.

Non è possibile chiedere di vincere al lotto ma è possibile chiedere, ad esempio, di rendere la vostra visione sui vostri bisogni più chiara; che è come vincere al lotto.

Quindi una frase come: “voglio tanti soldi” non funziona e se questo è il vostro desiderio più profondo, meglio così, credetemi.

Il Sankalpa non ha un tempo condizionale, ma indicativo; non al futuro ma al presente.

Dichiaratelo come una certezza, come un dato di fatto.

Vi faccio alcuni esempi di Sankalpa, tanto per dare un’idea più chiara.

  • Ho successo nelle mie attività
  • Sono forte di fronte ai problemi
  • Sono amato dagli amici
  • Sono consapevole
  • Sto bene, sono guarito

Formulate tutti quelli che vi vengono in mente, come vedete sono tutti esempi che riguardano la vostra crescita interiore, spirituale, intellettuale.

Rotazione della coscienza

Il conduttore a questo punto, verbalmente, sposta la vostra attenzione abbastanza velocemente su diversi punti del corpo e il praticante dovrebbe seguire queste indicazioni focalizzandosi mentalmente sulle zone indicate.

Consapevolezza del respiro

In questa fase si mantiene l’attenzione sul proprio respiro, rilassando le tensioni fisiche che eventualmente si possono essere create nell’immobilità ma continuando a rimanere immobili.

Se pazientiamo qualche minuto le tensioni si dissolveranno cedendo il posto ad un relax più profondo.

Risveglio di sensazioni opposte

Il conduttore evoca sensazioni opposte in voi:  leggerezza e pesantezza, calore e raffreddamento, dolore e sollievo.

E’ una tecnica che serve per armonizzare i due emisferi opposti del cervello.

Serve inoltre a rendere la vostra mente testimone esterno di quanto succede al vostro corpo.

E’ una tecnica per esercitarsi a staccarsi dalle pulsioni quotidiane: la differenza tra essere tristi e provare tristezza, essere arrabbiati o provare rabbia. Essere ovvero, testimoni di quanto accade a voi ed intorno a voi senza esserne risucchiati.

Visualizzazioni

L’ultima fase, il momento in cui abbiamo accesso al subconscio e in cui entriamo in uno stato meditativo.

L’insegnante vi conduce in una realtà virtuale, realtà che va visualizzata come fosse reale, e se ci entrate con tutti voi stessi, lo diventa.

Per chi conduce diventa una piacevole attività creare queste realtà, un po’ come diventare uno scrittore che inventa fiabe per bambini.

Risoluzione del Sankalpa

Alla fine, quando la mente è al pieno della sua ricettività si ripete ancora per tre volte il Sankalpa.

Conclusione

La pratica viene terminata uscendo delicatamente da Shavasana, con un risveglio dolce e delicato.

Ovviamente durante la vostra pratica non dovete capire in quale di queste fasi vi trovare, ma solo lasciarvi andare e seguire la voce.

Tutte queste fasi sono studiate in questa sequenza per suscitare l’effetto di rilassare, di rigenerare e di realizzare il proprio Sankalpa e che ci crediate o meno, funzionano.

Namastè